Le ricette delle festività Piemontesi
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Piemonte: territorio e alimentazione
Il Piemonte è in lizza per diventare la nuova Capitale Mondiale del Cibo, e non a caso: nel suo vasto territorio, caratterizzato da un alternarsi di dolci colline, pianure fertili e alte montagne, si trovano più di 50.000 aziende agricole, che producono una ricchezza inestimabile per l’intera economia regionale. Si pensi alle Langhe, Roero e Monferrato, località dichiarate patrimonio dell’UNESCO dove sorgono aziende vitivinicole di fama mondiale e che elargiscono etichette IGP, DOP e biologiche. Il vercellese immette sul mercato oltre 100 varietà di riso, le aziende agrituristiche mantengono inalterato il paesaggio e diffondono la cultura dell’ospitalità e della sana alimentazione, e non mancano numerosi musei ed eco-musei dedicati al cibo, inteso dall’intera popolazione piemontese come un patrimonio culturale da proteggere e tramandare alle generazioni successive. Cibo e natura mozzafiato, quindi, in questa Regione dai mille volti e dalle molteplici risorse, celebrate in tantissime occasioni, eventi, sagre e fiere agroalimentari, oltre che durante le consuete festività nazionali.
I piatti delle festività natalizie
Il Natale è sì una festa religiosa, ma in tutta Italia è anche un inno alla gastronomia; non fa eccezione il Piemonte, che durante il periodo natalizio offre ampia varietà di prodotti locali e tipici, e ricette riconosciute anche oltre confine. Carne, formaggi, tartufi e buon vino la fanno da padrone in questo contesto, nel quale possiamo assaporare delizioso Vitello tonnato, Lingua in salsa verde o carpaccio crudo di Fassone, e poi ancora Bolliti misti, Brasati al Barolo – uno dei vini rossi più noti della regione – nonché Tomini e Gorgonzola, accompagnati ovviamente da etichette di Dolcetto d’Alba, Barbera d’Asti, Barbaresco, Arneis o Nebbiolo. Nelle tavole guarnite a festa anche i primi piatti tipici regalano tutta la tradizione del Piemonte: ecco che si trovano Agnolotti ripieni, Tajarin (una pasta all’uovo) e risotti cremosi.
Anche il pesce figura nella tradizione piemontese, celebrata con fritto di baccalà e diverse ricette a base di acciughe, compresa la famosa Bagna Cauda, una salsa utilizzata per accompagnare le verdure. E dolci? Prima su tutti il Mont Blanc, in onore alla cima alpina innevata più alta, un dolce composto da castagne, panna e cacao; a seguire dolcetti come i famosi Baci di Dama oppure i Bonèt, un particolare budino di cioccolata con Rum e amaretti, i biscotti fatti con farina di mandorle.
I piatti delle festività pasquali
Durante le festività pasquali le uova diventano protagoniste delle ricette anche in Piemonte; si trovano allora nelle tavole di tutta la Regione le uova strapazzate con tomini e condimenti a base di prezzemolo e capperi, che si alternano a brasati o spezzatini al Barolo e torte agli spinaci – che non vanno confuse con la ricetta ligure della Torta Pasqualina – passando per specialità come spezzatini di agnello o capra, altra eccellenza del territorio confermata da oltre 2.000 aziende che allevano questo tipo di bestiame. Per concludere la festa, si gustano colombe pasquali e ciambelle, e ovviamente si sorseggiano spumanti d’Asti, il simbolo del brindisi tanto per i piemontesi che per tutti gli italiani.
I piatti tradizionali più importanti
La tradizione alimentare piemontese è davvero ricca di storia e cultura, e ogni piatto porta con sé un patrimonio antico, prezioso ancora oggi. Nelle ricette tipiche del Piemonte si ritrovano così usi e costumi e la volontà di tramandare il rispetto per il territorio e per tutte le ricchezze in esso contenute. Si pensi alla famosa Bagna Cauda, una semplice salsa a base di acciughe, aglio e olio, che accompagna svariate verdure; questa delizia ricorda la giovialità e il mangiare tutti insieme, anche nei periodi di lavoro più intensi e durante le giornate invernali, più fredde e tristi. La salsa viene infatti servita a centro tavola in una grande ciotola, per consentire a tutti di intingere verdure crude e cotte, magari appena raccolte.
Un’altra accoppiata presente tutto l’anno nelle tavole piemontesi è il cotechino con le lenticchie: contrariamente al resto d’Italia, che si riserva di gustarla a Natale o l’Ultimo dell’Anno, in Piemonte è considerata una prelibatezza da assaporare spesso e volentieri. I Tajarin sono un’altra preparazione gustata in tutte le occasioni: si tratta di un tipo di pasta all’uovo, un pò come i taglierini emiliani, con la differenza che nell’impasto si utilizzano almeno 30 tuorli per chilo di farina; questa pasta che prende ovviamente un colore giallo intenso, accompagna i piemontesi tutto l’anno, e si veste talvolta di tartufo a scaglie, talvolta di limone e tonno, talatre di funghi rigorosamente porcini. Le Cagliette sono invece una sorta di variante dei canederli, degli gnocchi che si preparano solo in Piemonte, e che vanno ad accompagnare taglieri di salumi, polenta e formaggi di ogni stagionatura, sapore e consistenza, prodotti in abbondanza e consumati in altrettanta ampia quantità, complice il clima freddo rigido invernale che promuove il consumo di (ghiottissime) calorie.